Antico centro dauno con nome d'incerta e controversa origine (Luceria). Situata su tre colline, circondata dai monti del Subappennino e del Gargano, Lucera ha origini antichissime.
Infatti è incerta l’epoca in cui sorse, come è incerta l’etimologia del suo nome. Le colline su cui poggia erano coperte di un bosco, sacro agli dei.
All'interno della cittadella che sovrasta imponente Lucera, Federico II fece costruire il suo palatium anche se oggi, tra la ricchezza dei reperti di origine angioina e aragonese, si nota ben poco del federiciano castrum seu palatium.
Federico II deportò inoltre a Lucera numerosi musulmani di Sicilia: nel 1239, sembra non si contassero più di dodici abitanti di religione cristiana. Il borgo si era sviluppato verso il castello, in conseguenza degli arrivi e vennero fatte costruire numerose moschee. Lugêrah, conobbe in quel periodo una notevole fioritura, tanto che ben presto venne paragonata, dai viaggiatori e dagli storici musulmani di allora, alla Cordova dei califfi. La Lucera musulmana restò fedele alla casa sveva e dopo la morte di Federico II nel 1250 parteggiò per Manfredi nel 1254 e per Corradino nel 1267, rifiutando l'obbedienza a Carlo I d'Angiò.
Costretta alla resa la città, gli Angioini stanziarono numerose famiglie di origine provenzale nella ricostruita fortezza sul monte Albano. In seguito ad un ulteriore ribellione nell'anno 1300 Carlo II d'Angiò organizzò la "crociata angioina": la città, dopo un lungo assedio condotto da Giovanni Pipino da Barletta,venne distrutta e gli abitanti musulmani massacrati o venduti come schiavi. La città fu rinominata Santa Maria e al posto della Moschea principale, demolita, venne costruita la cattedrale dell'Assunta.